Che cos’è il pollo


Commenti disabilitati su Che cos’è il pollo | Ultimo aggiornamento agosto 25, 2016

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Che cos’è il pollo?

In questa pagina parleremo di carne di pollo, una delle carni più diffuse e consumate al mondo. Una carne semplice da trovare e da cucinare, che rispetto ad altre carni rappresenta un cibo sano e leggero, soprattutto parlando dell’alimentazione di bambini e neonati: ecco a voi tutto quello che avreste sempre voluto sapere sul pollo.

Il pollo

Il pollo è un animale appartenente alla specie Gallus gallus, che si può trovare un po’ in tutto il mondo, anche se le origini sembrano essere africane.

Si tratta di un animale semplice da allevare, dalla rapida crescita e dall’alto tasso di riproduzione (soprattutto) perché una femmina è in grado di deporre nella sua vita moltissime uova, che si schiudono dopo solo 21 giorni dalla deposizione.

Questo, unito alle moderne tecniche di allevamento che permettono di avere polli adulti a disposizione nel giro di pochi mesi, ha reso la carne di pollo una delle carni più semplici ed economiche da ottenere, e la possibilità di allevarlo praticamente ovunque ci sia energia elettrica (per il riscaldamento degli allevamenti) lo ha reso uno degli animali più allevati al mondo. È l’animale più importante per il reddito agroalimentare, seguito dal suino, dalle api e dal bovino.

La carne di pollo è una delle più leggere, digeribili, adatte ai bambini che si possa trovare sul mercato: la sua alta digeribilità e il suo basso costo ne fanno uno tra gli alimenti più richiesti in tutto il mondo. In questo articolo vedremo come sceglierlo, quando mangiarlo, e naturalmente perché è una carne così interessante, dal punto di vista nutrizionale.

Dove comprare il pollo e come sceglierlo

Dove si può comprare un buon pollo? La logica impone come prima risposta da un allevatore di polli. Un contadino o un’azienda agricola che permettano di vedere dove si trovano i polli e in quali condizioni sono cresciuti vale più di mille scritte sulle etichette. Possiamo vedere se sono liberi o un gabbia, se si trovano al chiuso o all’aperto, e possiamo anche vedere che cosa mangiano, che è un dato importante: dovrebbero mangiare le granaglie, e non i mangimi, perché sono granivori.

Nel caso in cui non ne abbiamo la possibilità, l’alternativa sempre valida rimane quella del supermercato, facendoci aiutare dalle etichette.

Dalle etichette possiamo conoscere alcune informazioni importanti, come il posto dove il pollo è cresciuto, dove è stato macellato, eventualmente la sua razza e la sua età. Questo lo leggiamo anche sulle etichette delle confezioni con solo una parte di pollo (solo petto, solo coscia). Il pollo deve essere rosa, non grigio, e le striature gialle vanno benissimo, dipendono dal fatto che il pollo ha mangiato il mais.

Inoltre ci sono una serie di definizioni a cui prestare attenzione:

  • I polli, generici, di solito non crescono più di 45 giorni dalla nascita. Sono poveri di sostanze nutritive, i muscoli non sono adesi alla carne, spesso hanno molti antibiotici ma hanno il pregio di costare pochissimo. Non sono comunque polli di prima scelta.
  • I galletti sono i maschi le cui femmine sono le galline ovaiole. Per esigenze fisiologiche, a differenza dei polli da carne devono crescere molto di più, e i loro valori nutrizionali sono più equilibrati oltre che le carni più saporite. Sono più costosi, però.
  • I polli biologici possono essere anche razze da carne ma devono rispettare normative ben precise, come quelle di crescere all’aperto e di poter mangiare solamente alcuni tipi di alimento. Sono più saporiti e a crescita lenta, e sono paragonabili ai polli allevati all’aperto, anche se non biologici, che possiamo trovare da un agricoltore.
  • La gallina è la femmina che nella sua vita ha fatto le uova. La carne è molto dura, e non è piacevole da mangiare, sebbene sia molto saporita e venga utilizzata dopo bollitura.
  • Il cappone è un maschio castrato, pertanto non ha le modifiche organiche tipiche del pollo intero. Cresce molto di più, è più grasso degli altri polli e anche la sua carne è dura, per cui deve essere bollito.

Quando mangiare il pollo?

Il pollo, come vedremo meglio nei paragrafi successivi, è un alimento nutriente ma non pesante, quindi un cibo leggero che non ha alcun tipo di controindicazione. Facilmente digeribile, povero di grassi e semplice da preparare anche per chi ha poco tempo, si può mangiare, magari alternandolo con altra carne bianca come quello di tacchino, anche tre o quattro volte a settimana.

Questo ne fa una delle carni da consumare maggiormente, insieme se possibile al pesce, che compensa bene le carenze degli animali terrestri. Da mangiare più di rado, invece, le carni rosse e nere, mentre il pollo limita al massimo le problematiche comuni relative alla carne.

Il pollo fa bene ai bambini?

Il pollo è in assoluto uno degli alimenti migliori per i bambini. 

L’alimentazione del bambino, a differenza di quella dell’adulto, deve essere più ricca e sempre ben proporzionata. Questo perché i bambini piccoli sono in una fase importante della loro vita, che è la crescita, nel corso della quale devono (come l’adulto) far fronte alle necessità del loro organismo come camminare, pensare e respirare, ma anche alle esigenze della crescita, motivo per il quale hanno bisogno di quantitativi maggiori di sostanze nutritive. Questo è vero anche per il neonato che deve passare all’alimentazione solida, durante la fase di svezzamento.

E, per inciso: pollo cotto e frullato, non omogeneizzato al pollo già pronto. Non c’è paragone dal punto di vista della qualità.

Ciò di cui maggiormente i bambini hanno bisogno sono le proteine, che costituiscono i “mattoni” del nostro organismo e che hanno funzione strutturale piuttosto che energetica come invece hanno le altre due componenti più importanti, ovvero i grassi e i glucidi.

Il pollo è un cibo leggero perché contiene pochissimi grassi, motivo per cui i bambini non tenderanno ad ingrassare se lo mangiano; facendo una scala sulla base del quantitativo di grassi tra le tre carni più consumate il pollo è quello che si trova in prima posizione, seguito dal suino (che accumula il grasso all’esterno del muscolo) e dal bovino/vitello/manzo (che lo accumula invece tra le fibre muscolari).

Il pollo accumula il grasso essenzialmente nella pelle, che fortunatamente è possibile rimuovere eliminandone così la maggior parte, per avere un cibo leggero e adatto a tutti.

Il fatto che il pollo appartenga alla categoria delle “carni bianche” fa sì che i muscoli siano meno abbondanti in emoglobina, che crea problemi di assorbimento anche nell’adulto, per cui la digestione della carne è più semplice rispetto a carni più pesanti come quelle rosse o, addirittura, alle carni “nere” (selvaggina); da questo punto di vista la digeribilità e la poca presenza di proteine sono un’ottima combinazione nell’alimentazione del bambino.

Di più: parlando di qualità proteica, la carne è sempre superiore ai vegetali, e questo è importante per tutti coloro che vorrebbero evitare la carne o addirittura i prodotti di origine animale: è sbagliato! Basta pensare che il coefficiente di digeribilità proteica, ovvero la quantità di proteine assorbita rispetto a quella ingerita, trova il suo massimo proprio negli alimenti di origine animale: primo tra tutti l’uovo, che ha un punteggio di 100 (il massimo), poi i latticini, circa 90, e la carne, tra cui la carne di pollo che si assesta sull’80. Tra vegetali spicca solamente la soia, con un punteggio di 70, mentre per altri alimenti anche notoriamente proteici, come i fagioli, siamo sui 30 punti, che sono pochi per garantire un’alimentazione equilibrata ad un bambino.

Inoltre il pollo contiene ottime quantità di alcune vitamine, tipo la cobalamina o vitamina B12, scarsamente presente negli alimenti di origine vegetale; alcuni minerali come il ferro sono facilmente assorbibili nel pollo, mentre sono scarsamente assorbibili nei vegetali (spinaci compresi, per cui Braccio di Ferro alla fine non diceva molto la verità). 

Insomma, il pollo è un ottimo alimento per i bambini che non dovrebbe mai mancare sulla tavola almeno tre volte a settimana; il fatto che sia anche un alimento gustoso, piacevole e semplice da far mangiare (a differenza del pesce, ad esempio) lo rende anche semplice da proporre.

Calorie e valori nutrizionali del pollo

Come abbiamo già accennato nel paragrafo precedente, il pollo è un alimento ricco di proteine ma povero di grassi.

Considerando il pollo intero, l’Istituto Nazionale di Ricerca e Nutrizione fornisce i seguenti valori nutrizionali per il pollo cotto (in forno, escluse le ossa e senza aggiunta di sale, perché cambiando il metodo di cottura cambiano i valori, ad esempio nel pollo bollito c’è più acqua):

  • Acqua: 65,3%
  • Proteine: 27,9%
  • Lipidi: 5,4%
  • Amido: 0%
  • Sodio: 90 mg/100g
  • Potassio: 366 mg/100g
  • Ferro: 1,1 mg/100g
  • Calcio: 10 mg/100g
  • Magnesio: 31 mg/100g

L’apporto calorico di un pollo del genere è di 160 Kcal per 100 grammi di parte edibile.

La tabella nutrizionale, quindi, parla molto chiaro: escludendo l’acqua, la componente in assoluto maggiore presente nel pollo sono le proteine, della cui qualità abbiamo parlato nel paragrafo precedente. I lipidi sono pochi, perché se consideriamo che nella carne rossa si può arrivare tranquillamente ad averne un 15% si capisce come il pollo (privo della pelle, che invece contiene il 20% di grasso) sia uno dei cibi più leggeri. 

Il fatto che non contenga amido a differenza degli alimenti vegetali (l’amido in eccesso viene convertito in grasso, motivo per cui tanto pane/pasta fa ingrassare) accentua maggiormente questa componente di “cibo light naturale”, se vogliamo.

Il pollo è ottimo anche a livello di sali minerali: poco sodio, cosa importante soprattutto per gli adulti, un buon quantitativo di ferro (sembra poco ma è discreto, perché abbiamo poco bisogno di ferro in relazione ad altri componenti) e buone quantità di calcio e di magnesio, importante per lo sviluppo dei bambini in crescita.

Bibliografia:

Castellini C., Dispense di avicoltura, Dipartimento di Scienze Zootecniche, Università di Perugia.

Tabelle nutrizionali degli alimenti, Istituto Nazionale di Ricerca e Nutrizione.

Reg. CE 1169/2011.
Reg. CE 1337/2013.